10 Ottobre 2009

confine

hai trovato un bagno vuoto, in una casa che ha cambiato padrone

resta acqua sparsa in terra e l’umidità sulle mattonelle, nell’aria un leggero odore di sciampo, e qualche goccia casca ancora dalla doccia.

abbiamo lasciato asciugamani in terra e vestiti tolti di fretta e cacciati lontano con un calcio.

ci siamo rivestiti e siamo cresciuti. il giorno dopo abbiamo già trent’anni e non ricordiamo quasi nulla di quella doccia fatta assieme, e di quei pochi abbracci scomodi che i nostri piccoli amori si scambiavano senza paura che oggi sarebbe arrivato così in fretta, frullando tutto, buttando via passioni, lasciando cicatrici e la ferma presunzione che nulla sarà più come una volta, che nulla potrà essere ricostruito e sopportare una lunga maledizione possa essere l’unica scelta forzata.

il presente è sotto chiave, come tutti quei ricordi.