fuga dal sesso o fuga dai ricordi?

perchè oggi ero sul binario a leggere tranquillo il mio libro, dopo anni che non avevo il piacere di leggere qualcosa, e arriva un gruppetto di ragazzine, e con tutto il posto del mondo si mette accanto. Sento le vocine stridule e so già che saranno carine. non c’è bisogno di guardarle per sentire che non hanno idea di cosa significhi soffrire per i rapporti umani.

dopo 10 minuti mi chiedono, ridendo, informazioni sul treno. ovvio che è un modo di attaccare bottone, ovvio che non ho voglia di risponderti. Rispondo per essere gentile, precisamente con l’informazione giusta, sono un pendolare quest’anno, io so tutto del mio treno.

contento di dare un’informazione, come quando porto le valige pesantissime di gente che per ragioni stronze si trova a dover affrontare 100 scalini della stazione di P. senza ascensore. Ogni volta penso, sarai stronzo/a a portarti appresso un bagaglio cosi pesante…?

vabè a parte i bagagli, quando ho risposto a questa ho visto che era proprio carina, piccola ovviamente. quelle della mia età non attaccano bottone. cerco di essere delicato ma non riesco bene, mi fa rabbia. mi fa paura. davvero scottate come il fuoco per me non posso neanche starvi vicino, donne o ragazze che siate. Non ho idea del perchè mi sento come avessi toccato le ortiche, fastidio.

eppure dovrebbe essere una bella sfida no? parlare del piu e del meno. poi vabbè tante menate che si accavallano, mi danno fastidio le orecchie lunge della gente che quando gente vicina a te sta parlando ti metti ad ascoltare e io me ne accorgo quando la gente mi ascolta, perchè lo faccio anche io! dev’essere un vizio dell’uomo, è troppo curioso. trasformiamo tutto in un teatro mobile. diventiamo spettatori, guardiamo e sentiamo scene svolgersi davanti a noi.

ci sentiamo sballottati quando siamo coinvolti nel discorso, sobbalziamo. La tranquillità del parlare con gli sconosciuti è una dote apprezzabile direi. mi piacerebbe averla. Comunque insomma avrei potuto continuare il discorso, avevano un accento di M. e quindi sarebbe stato facile fare una domanda a caso per continuare il discorso. invece sono andato via, volevo leggere, volevo non pensare.

e invece, come sempre le femmine mi lasciano un segno. per tutto il viaggio penso ma dove saranno ma cosa diranno e ho difficoltà a leggere. dietro il mio distacco mal simulato c’è ovviamente un interesse fortissimo. che sta in gabbia. è sempre stato cosi, anche quando chiavavo.

poi però arrivavo a casa e chiavavo più forte, o con più passione, e tutte le altre volavano via. da anni invece ognuna di voi mi lascia un segno e io vi ricordo tutte, in tutti i miei goffi tentativi di approccio, in tutte le volte che qualcuna ci sarebbe stata e ho detto di no perchè non mi sentivo pronto. e invece adesso ho il cazzo di legno, e mi piacerebbe dire che davvero non mi pento di tutte queste scelte fatte. cazzo di legno e palle di ferro, che me ne faccio? niente liquido qui attorno, niente passione e niente persone diverse da me. solo io nella mia desolata inutilissima perfezione.

e chi l’ha detto poi che quelle nuove debbano essere stronze? qui c’è solo tanta paura che non vuol saperne di traslocare.

possibilità di sopravvivenza? minime. voglio una donna pianista.

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