una email non sperata

vado a M. sempre di malumore per via dello smog, sono stupito di come io venga squadrato dalle ragazze/donne della città. C’è questo modo di guardarti senza pudore che da noi in campagna è fantascienza. Sembra voglia di scoprire e conoscere, slegata dai pregiudizi come i nostri per cui l’ipotesi comune è: “se ti ha guardato vuol dire che ci sta“. Sicuramente i modi urbani sono più evoluti e raffinati di quelli di noi grezzoni delle campagne. è sempre stato cosi, e vedo che dal 1800 non sono stati fatti grandi passi avanti.

La S. che mi risponde dopo 4 mesi dall’ultima mail che le avevo scritto. prima di incollarvi la risposta, faccio un minimo di riassunto.

Lavoravo a P., città infernale, non voglio essere più preciso per ora, era campagna, lavoravo in una villa, organizzavo matrimoni e reception, ecc. (dopo aver fatto il cuoco ed essere stato cacciato a calci in culo dalla cucina dopo soli 6 mesi). Insomma stavo da solo, solo come la morte che ti arriva d’inverno e prendevo il treno per andare a trovare i miei amici a B.. Il treno lo prendevo una volta al mese, il resto del tempo lavoravo circa 14-16 ore al giorno, il resto del tempo dormivo o suonavo.

Quando arrivavo in stazione mi sembrava di essere tornato alla vita, respiravo e mi sentivo vivo. Salivo sui vagoni come se potessero portarmi su una spiaggia assolata col mare azzurro. Una volta, vedo questa ragazza bionda, obiettivamente sensuale. Ma come tutte le altre volte non ho detto nulla, non ho fatto cenni, non ci ho provato. Detesto il “provarci”. lo trovo screditante per il mio ruolo, per me stesso. Penso se è destino che ci si parli, succederà qualcosa. infatti a M. s’è alzata ed è scesa. Allora mi guardo attorno sconsolato e vedo che c’è una ragazza mora che mi fissa. Sai, quelle senza pudore, come quelle di città. stava scrivendo anche su una specie di diario, e dopo poco continua a scrivere e smette di guardarmi. mi incuriosice.

in quei giorni stavo continuando a leggere alcuni libri del mio filosofo preferito (si, in realtà io ho UN solo filosofo che mi piace e che riesco a leggere, e quindi è anche il mio preferito) e insomma ci ho scritto sopra la mia email e l’ho lasciato sul treno. al mio posto. un golem di carta. sul sedile. E io mi sono detto, sul binario della stazione di B. ok, questa me la posso anche dimenticare. ho regalato a uno sconosciuto uno dei miei libri preferiti di sempre, credo sia un bel modo di fare un regalo. Mi sono sentito bene e sono andato dagli amici.

una settimana dopo mi arriva una email, era questa ragazza, S. che mi vuole restituire il libro. Io mi sento felice come l’astronauta sulla luna. non ci credo eppure è vero. la volta successiva ci vediamo, prima a B. poi a V. e poi ancora a B. lei tutte le volte dimentica il libro a casa e quindi l’appuntamento successivo nasce sempre dal fatto che ancora mi doveva rendere il libro.

una volta vado a trovarla a casa sua, studiava a B. proprio la città dei miei amici, così salgo 7 piani di scale col cuore in mano, per vedermela, di fronte, brutta. Appena tornata dall’india, con la faccia ridotta un cimitero (chissà che merda ha mangiato) e tutta contenta di vedermi. Aveva il naso gonfio e rosso da un lato, le chiedo che è successo, dice che il piercing ha fatto infezione in india. penso dio che schifo di scena. Insomma stavolta il libro cel’ha.

stiamo in camera sua, parliamo di india e futuro (io parlo solo di lavoro, è un classico quando non trovo gente che abbia voglia di parlare di musica) e maledizione vedo sulla scansia questa foto di uno che  la guarda come nessun fratello la guarderebbe, nessuno zio. Le chiedo quello è il tuo ragazzo? si. ah.

ora io rispetto gli uomini, tutti. prendo il mio libro e dopo qualche convenevole dico che devo andare. mi chiede dove, dico a casa, domani devo lavorare, dice prendi il treno? dico si che prendo il treno. dice “dai ti accompagno, tanto anche io devo andare a V.”. ok.

stiamo in compagnia io ho il cuore a pezzi, ma cerco di reggere. non mi importa devo solo reggere un paio d’ore. sul treno la chiama, lui. direttamente dall’america. dopo mesi che non la sentiva. che culo. lei gli dice anche i love you. ok sticazzi. ti dimentico S. scendo dal treno e per mesi la dimentico.

in realtà ci provo. di fatto, io amo anche a distanza, amo anche senza sesso amo a gratis fanculo a me. e le scrivo, e dopo settimane, a volte mesi, coi suoi tempi sempre mi risponde. sempre una mail ogni 2 mesi, 3. quando faccio passare troppo tempo, 6 mesi una volta che mi sono detto “dai non puoi mettere la tua vita in mano a uno spettro” ecco quella volta mi ha scritto lei.

poi un giorno mi scrive “sai, la settimana prossima mi laureo, vuoi venire?” io vado. Al settimo piano della facoltà di matematica, la sento parlare di cose che non capisco, la mia stima sale, ma lei è così lontana, in mezzo a tutti che le fanno le feste. e io che non conoscevo nessuno. così in imbarazzo che passo tutto il tempo a parlare con un suo amico… di lavoro. non la cago molto. prima di andare via, le regalo un libro, uno del filosofo. lei dice ok. grazie.

passa altro tempo, io ormai abitavo in sardegna da un paio d’anni e le dico dai, vieni a trovarmi. lei dice si ok, vengo. poi non so perchè mi scappa detto quanto mi piace, quanto la vorrei. gran cazzata, cazzata suprema. lei dice che non vuole blablabla, che se le cose stanno così lei non può venire. ok.

io ho detto tutto, ancora una volta, confessato. se così si puo dire. la mia passione che non era sbocciata. la mia passione che non esisteva. cosi, dopo altri lunghi mesi, le scrivo un’altra lettera che parla di silenzio e del fatto che mi sta bene se anche non mi risponde mai, se mi tratta male, se non mi tratta proprio. mi sta bene tutto, lei con me puo fare tutto. Voglio vedere dove arriva.

io questo lo faccio spesso, arrivo ai limiti, cerco i limiti delle persone, cerco dove si rompono, per romperle e provare a metterle assieme. cerco il punto di non ritorno, lo passo e cerco di tornare. Questo è il mio modo di voler bene. Le dico tutto, una mail kilometrica come questo post, con la mia carne dentro.

lei non risponde. non risponde proprio, è nel suo stile. lascio passare altri 2 mesi, e le scrivo “allora come va?” dopo 2 mesi mi risponde, e stiamo arrivando a oggi. mi risponde che ha bisogno di un nuovo ragazzo perchè questo che ha ora non la soddisfa, mi dice che studia matematica difficilissima e altre cose della sua vita. poi mi dice “ma ti parlo sempre io, dimmi qualcosa di te” io le rispondo con questa mail, speditale circa 2 ore fa che incollo:

eh a parte un colpo al cuore nel vedere che mi hai scritto. cavolo non ci speravo neanche più, pensavo appena ho 5 minuti la cancello da tutti i contatti cosi non le penso più e me la tolgo di torno, e invece. ma guarda. problemi con le relazioni? haha è la natura è il mondo che viviamo. è una relazione nostra col mondo che non dobbiamo rompere, il resto, muta, evolve, matura secca e muore. essere felici anche quando c’è morte nell’aria si impara. è possibile, è bello.

Essere mortalmente tristi invece, mi capita quando non mi esprimo. quando non do il massimo e quando sento che non sto facendo il possibile. come dire vai a fare una corsa e anche se hai fatto un tempo scarso ma ti senti i polmoni esplodere e la pancia in fiamme, ecco, quello va bene. Ma se vado a correre poi corro piano, poi mi fermo per non stancarmi, ecco che perdo il treno, perdo l’autobus e mi sento giustamente punito dagli equilibri cosmici che non ho assecondato.

ho ormai da parte un sacco di soldi, dato che sono circa 5 anni che da quando ho finito l’ultima dolorosa relazione amorosa mi sono messo a pensare, ok, da ora in poi fanculo sesso, fanculo pompini nei cessi e relazioni occasionali vade retro. da ora si fa i soldi. E vivo soffrendo al computer, che comunque mi da soldi. E tra un po mi prendo la casa, si ce la sto facendo e mi prendo una casa grande abbastanza per averci dentro una sala prove, fanculo alla vita, io suono!

questo è quanto. grazie per esserti ricordata di me. sei uno dei miei rimorsi preferiti, quanto avrei voluto baciarti al momento giusto pur beccandomi uno schiaffone ma almeno rischiare. invece mi sono ritirato in malo modo, ho pensato “no devi lavorare non hai tempo per queste cose”. Sono venuto via dalla sardegna, ho aperto la mia ditta personale, faccio consulenze in giro e ad ogni nuovo progetto son soldi che incasso e tristezza che metto da parte per tutto quello che non sto vivendo e quello che non imparo a fare.

ah poi sono in vena di dirti una cosa segreta, visto che non so quando leggerai ne se risponderai, già che ci sono te la scrivo. ho aperto da un paio di settimane un blog segreto, dove confesso tutto, ma tutto quello che penso e che vivo, e cosa strana commentano solo donne! ma tipo si sono iscritte una trentina di donne! che scene strane e c’è dialogo e mi diverto così, mai più conosciuto nessuno in treno eppure internet mi viene in contro a quanto sembra.

voglio un giardino e un cane. poi sto abbastanza bene in famiglia, e c’è quasi dialogo (tranne che con mio padre, col quale ormai vabbè, una specie di deserto emotivo..)

ciao ti abbraccio forte, ti invidio sempre quanto sei incredibilmente figa e ti vorrei tutta per me, vicino a me, scrivimi piu spesso che mi manchi.

Il problema di email del genere è che davvero le sento quando le scrivo. Poi la vita cresce completamente diversa, e le rende ridicole e false. Io stesso inizio a pensare di essere falso, eppure, certi momenti scritti e rimasti solo nei bit delle email sono ancora lì.

dopo tutti questi anni di non rapporto, la S. non ha capito chi sono o cosa voglio. nemmeno di quanto avrei fatto per lei. mi tratta come una boa, in mezzo al mare. Ho una parte di rancore, e una parte di amor proprio che mi fa dire “non sprecare le parole per una sola persona, lei non è più speciale“. ma sono io che mi sento una boa.

Ora, passa il tempo e più mi conosco più i rapporti con le persone che mi stanno attorno o diventano intensi o si spezzano miseramente. Poto la cerchia di amici, per averne meno e migliori. Con le ragazze invece, semplicemente non ne ho.

soffro, e vado avanti.

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